Variante “Eris”: aumento dei contagi Covid-19. Quali sono i sintomi e come proteggersi?

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In breve:
Quali sono le principali caratteristiche della variante Eris?
La variante Eris, che deriva da Omicron, presenta una maggiore prevalenza e vantaggio di crescita, e ha la capacità di sfuggire al sistema immunitario. Nonostante ciò, il rischio per la salute pubblica è valutato come 'basso' dall'OMS.
Come si differenzia Eris dalle precedenti varianti di COVID-19?
Eris è considerata una 'figlia' della variante Omicron XBB e ha mostrato un'evoluzione nelle sue proprietà di fuga immunitaria, rendendola più contagiosa rispetto alle varianti precedenti, mantenendo però sintomi simili.
Quali sintomi possono manifestarsi in caso di infezione da variante Eris?
I sintomi principali includono mal di gola, tosse secca, congestione, mal di testa, affaticamento, starnuti e dolori muscolari. La gravità della malattia non sembra essere aumentata rispetto alle altre varianti.
È possibile contrarre Eris se si è già stati vaccinati?
Sì, è possibile contrarre la variante Eris anche dopo la vaccinazione, poiché questa variante ha la capacità di sfuggire in parte alla risposta immunitaria. Tuttavia, i vaccini adattati offrono una protezione adeguata.
Quali misure preventive suggeriscono gli esperti per contenere i contagi?
Gli esperti consigliano di evitare luoghi affollati, garantire una buona ventilazione, mantenere il distanziamento sociale, e utilizzare mascherine in ambienti a rischio. Inoltre, è fondamentale lavarsi frequentemente le mani.
Chi dovrebbe vaccinarsi contro la variante Eris?
È raccomandato che persone con più di 65 anni, soggetti con condizioni di salute precarie e donne incinte si vaccinino, poiché sono più a rischio di sviluppare complicazioni.
Qual è l'efficacia dei vaccini attuali contro la variante Eris?
I vaccini adattati alla variante Eris mostrano una buona risposta immunitaria anche contro i nuovi ceppi, compreso EG.5.1, secondo le autorità sanitarie europee.
Ci sono cambiamenti raccomandati nel comportamento sociale a causa della variante Eris?
Sì, si consiglia di continuare a rispettare le misure di prevenzione come evitare abbracci e strette di mano, e seguire rigorosamente le linee guida di igiene per ridurre il rischio di trasmissione.
Quali sono le fasce più vulnerabili alla variante Eris?
Le fasce più vulnerabili comprendono gli anziani (soprattutto sopra i 65 anni) e le persone con malattie preesistenti che potrebbero agravarne il quadro clinico in caso di infezione.
Quale prodotto può aiutare a monitorare la presenza del virus da casa?
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Variante “Eris”: aumento dei contagi.

La variante Eris, ultima versione di Omicron, domina in Italia, grazie alla sua maggiore capacità di sfuggire alle difese anticorpali. Previsto un nuovo picco di contagi in autunno. Scopriamo insieme i sintomi e i consigli degli esperti per contenere i contagi.

A settembre 2023, una nuova variante Covid-19 ha attratto su di sé le attenzioni delle autorità sanitarie: si tratta di Eris o variante EG.5. Questa variante sembrerebbe possedere tutte le caratteristiche per diventare dominante e si prevede già un’impennata dei casi di COVID nel prossimo autunno.

Eris ha mostrato, infatti, maggiore prevalenza, vantaggio di crescita e proprietà di fuga immunitaria, ma, in base alle prove attualmente disponibili, il rischio per la salute pubblica correlato alla diffusione di questa variante è valutato «basso». 

Quali sono le caratteristiche della variante Eris e come si spiega l’aumento dei contagi?

Eris deriva da Omicron e, in particolare, è “figlia” della variante Omicron XBB perciò condivide lo stesso profilo di Kraken.

Gli studi ad oggi effettuati evidenziano che questa variante, a differenza di quelle precedenti da cui deriva, è caratterizzata da:

  • maggiore prevalenza
  • vantaggio di crescita
  • capacità di sfuggire al sistema immunitario

In base alle sue caratteristiche questa variante potrebbe diffondersi a livello globale e contribuire ad un’impennata nell’incidenza dei casi.

Tuttavia, l’OMS ha valutato basso a livello globale il rischio per la salute pubblica dal momento che non sono stati segnalati cambiamenti nella gravità della malattia fino ad oggi.

Quali sono i sintomi?

Non sono stati segnalati cambiamenti nella gravità del COVID provocato da Eris, pertanto i pazienti che contraggono l’infezione presenterebbero un quadro simile a quello delle precedenti sottovarianti Omicron.

I sintomi principali dell’infezione da variante Eris sono, quindi, disturbi delle vie respiratorie superiori come:

  • Mal di gola
  • Tosse secca
  • Congestione o naso che cola;
  • Mal di testa;
  • Senso di affaticamento;
  • Starnuti;
  • Dolori muscolari e articolari

Come con le precedenti sottovarianti del COVID-19, ci sono alcune fasce della popolazione che dovrebbero continuare a essere più vigili, come gli individui di età pari o superiore a 65 anni e le persone con condizioni mediche di base che li rendono vulnerabili.

Come proteggersi dall’aumento dei contagi causati dalla variante Eris?

Nel report diffuso il 22 settembre dall’Istituto Superiore di Sanità si afferma : «Sebbene dati ottenuti sperimentalmente abbiano mostrato che la mutazione F456L (che caratterizza il profilo della proteina spike di EG.5) sia capace di diminuire il legame con anticorpi neutralizzanti anti XBB.1.5, i dati ad oggi disponibili mostrano che i vaccini di nuova formulazione, basati su XBB.1.5, presentino una buona risposta anche contro EG.5.1».

I vaccini adattati alla variante Eris approvati dall’Unione europea  da ottobre disponibili anche in Italia – proteggono anche dai nuovi ceppi circolanti, tra cui la variante Eris, ha chiarito di recente Emer Cooke, direttrice dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, che ha aggiunto: «La pandemia è superata ma il virus è ancora una minaccia per i soggetti a rischio, quindi persone con più di 65 anni, quelle con condizioni di salute precarie e le donne incinte devono vaccinarsi».

La soluzione principale, dunque, sembra essere il vaccino. Tuttavia, non devono venir meno tutte le attenzioni e le cure imparate in questi anni di pandemia:

  • Evitare i luoghi affollati, gli ambienti chiusi con scarsa ventilazione e la distanza ravvicinata.
  • Garantire una buona ventilazione di ambienti chiusi, inclusi abitazioni e uffici.
  • Evitare abbracci e strette di mano.
  • Rispettare il distanziamento sociale
  • Starnutire e tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.
  • Lavare spesso le mani o tenerle igienizzate attraverso l’utilizzo di specifici prodotti.
  • Indossare la mascherina in modo corretto.
  • Agire in modo responsabile, sottoponendosi a test e tamponi qualora si manifestino sintomi influenzali.

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