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Kraken: i nuovi sintomi della variante del Covid.

Kraken: i nuovi sintomi della variante del Covid.

Negli ultimi tempi, l’evoluzione del virus SARS-CoV-2 ha generato una serie di varianti che hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica e del pubblico in tutto il mondo. Tra queste, una delle più recenti è la sottovariante Kraken, emersa come “figlia” della già ben nota variante Omicron. Questo articolo esplorerà la diffusione della sottovariante Kraken, le sue caratteristiche distintive e l’impatto che potrebbe avere sulla situazione pandemica.

Kraken: i nuovi sintomi della variante del Covid.

Origini e Caratteristiche della sottovariante Kraken:

La variante Omicron ha già dimostrato di essere altamente trasmissibile, con una serie di mutazioni nel suo patrimonio genetico che hanno suscitato preoccupazioni in tutto il mondo. La sottovariante Kraken sembra essere una successiva evoluzione di Omicron, con ulteriori modifiche genetiche che potrebbero influenzare la sua trasmissibilità e la risposta immunitaria.

Alcuni ricercatori hanno suggerito che la sottovariante Kraken potrebbe avere una capacità di trasmissione più elevata rispetto alla variante Omicron originale. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che la comunità scientifica sta ancora studiando attentamente queste caratteristiche e i loro effetti potenziali.

Diffusione Globale:

La diffusione della sottovariante Kraken è stata confermata in diverse regioni del mondo. I rapporti iniziali indicano che è stata identificata in un numero crescente di casi, portando le autorità sanitarie a monitorare attentamente la situazione e ad adottare misure preventive per limitarne la diffusione.

La capacità della sottovariante Kraken di eludere parzialmente l’immunità acquisita attraverso la vaccinazione o l’infezione precedente è uno degli aspetti che ha sollevato maggiori preoccupazioni. Tuttavia, gli esperti sottolineano che l’efficacia dei vaccini attuali potrebbe ancora offrire una buona protezione contro forme gravi della malattia.

Implicazioni per la Salute Pubblica:

La comparsa della sottovariante Kraken sottolinea l’importanza di un monitoraggio continuo e di una risposta rapida alle evoluzioni del virus. Le autorità sanitarie stanno intensificando gli sforzi per contenere la diffusione e adattare le strategie di controllo in base alle nuove scoperte.

È essenziale che la popolazione continui a seguire le linee guida delle autorità sanitarie, incluso l’aggiornamento delle vaccinazioni quando necessario e l’adozione di misure precauzionali come l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale.

La sottovariante Kraken rappresenta un nuovo capitolo nell’evoluzione del virus SARS-CoV-2 e sottolinea la necessità di un’approccio flessibile e basato sulla scienza per affrontare la pandemia. Mentre la comunità scientifica continua a studiare questa variante, è fondamentale rimanere informati attraverso fonti affidabili e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie per contribuire a mitigare l’impatto della malattia sulla salute globale.

La Kraken è una sottovariante, molto simile per sintomi e contagiosità a un’altra recente variante, Gryphon, entrambe “figlie” della più famosa Omicron che è stata protagonista dell’ondata su larga scala di oltre un anno fa.

Attualmente la massima diffusione della Kraken si sta registrando negli Usa. Il Centres for Disease and Prevention (CDC) ha registrato un aumento di contagi da Covid (quasi il doppio) nell’ultima settimana. Oltre il 40% si riferisce proprio alla diffusione della nuova variante Kraken.

La “sottovariante Kraken” prende il suo mitologico nome da un mostro marino paragonabile ad una sorta di piovra-calamaro gigante di origine norvegese. Tale appellativo deriva dal fatto che sia stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità “la più trasmissibile” della pandemia. La mutazione permette infatti alla Kraken di agganciarsi in modo più efficiente al recettore Ace2, la porta d’ingresso del virus sulle cellule umane, e di sfuggire agli anticorpi.

Quali sono i sintomi e i rischi per la salute?

Le caratteristiche della sottovariante Omicron XBB.1.5 sono simili a quelli delle altre varianti, ma la Kraken, in particolar modo, è caratterizzata dall’altissimo potenziale infettivo ed immunoevasivo. Un soggetto infettato infatti sarebbe in grado di infettare almeno altre 15 persone, ed il virus è grado di ostacolare gli anticorpi prodotti da guarigione o da vaccino. Nonostante questo, i vaccini sembrano continuare a proteggere dai sintomi gravi, dalle ospedalizzazioni e dal decesso.


Il COVID-19, causato dal virus SARS-CoV-2, può manifestarsi con una vasta gamma di sintomi, che variano da lievi a gravi. È importante notare che molte persone infette possono essere asintomatiche o avere sintomi molto lievi. I nuovi sintomi includono:

  1. Febbre: Aumento della temperatura corporea.
  2. Tosse secca: Tosse senza produzione di muco.
  3. Affaticamento: Stanchezza generale e mancanza di energia.
  4. Dolore muscolare o articolare: Sensazione di dolore o rigidità nei muscoli o nelle articolazioni.
  5. Mal di gola: Dolore o irritazione nella gola.
  6. Perdita di gusto o odore: Perdita totale o parziale del senso del gusto o dell’odore.
  7. Congestione nasale o naso che cola: Problemi respiratori legati al naso.
  8. Dolori al petto: Discomfort o dolore nella zona toracica.
  9. Difficoltà respiratorie: Difficoltà a respirare, che può essere un sintomo grave.

In alcuni casi, il COVID-19 può progredire verso forme più gravi, portando a sintomi più critici come la polmonite, l’insufficienza respiratoria, l’infiammazione sistemica e altri problemi gravi. Le persone con condizioni di salute preesistenti, come malattie cardiovascolari, diabete o problemi respiratori, potrebbero essere più suscettibili a sviluppare forme gravi di COVID-19.

Altri sintomi meno comuni o che possono manifestarsi in una fase più avanzata della malattia includono confusione, dolore addominale, diarrea, eruzioni cutanee o cambiamenti di colore alle dita dei piedi (chiamati anche “dedos COVID” o “COVID toes”).

Fino a questo momento, non sono state individuate differenze significative nella gravità delle infezioni rispetto altre varianti. L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) farà una valutazione aggiornata nei prossimi giorni.
La situazione italiana, intanto, conferma la stabilità che si sta registrando ormai da settimane a livello contagi.

Perché utilizzare i tamponi Covid per contenere i contagi?

L’uso dei tamponi (test diagnostici per il rilevamento del virus) è una strategia chiave per prevenire la diffusione delle varianti del COVID-19. Ecco alcuni motivi principali:

  1. Identificare e Isolare i Portatori Asintomatici: Molte persone infette dal virus SARS-CoV-2 possono essere asintomatiche o avere sintomi lievi. I tamponi consentono di identificare queste persone e isolare rapidamente chi è risultato positivo, impedendo loro di trasmettere il virus ad altri senza saperlo.
  2. Monitorare e Controllare la Diffusione del Virus: L’uso regolare dei tamponi nella comunità permette di monitorare la diffusione del virus. Le persone con risultato positivo possono essere messe in quarantena, interrompendo la catena di trasmissione e contribuendo a controllare la diffusione del COVID-19.
  3. Identificare le Varianti: I tamponi possono essere utilizzati anche per sequenziare il genoma del virus, aiutando a identificare nuove varianti. Questo è cruciale per comprendere come il virus sta evolvendo e per adattare le strategie di controllo di conseguenza.
  4. Prevenire Focolai Locali: I tamponi consentono di individuare e contenere rapidamente eventuali focolai locali. Ciò è particolarmente importante per evitare che focolai limitati si trasformino in focolai più estesi.
  5. Facilitare la Tracciabilità dei Contatti: Quando una persona riceve un risultato positivo, è possibile tracciare e avvisare rapidamente le persone con cui è entrata in contatto, consentendo loro di adottare le misure preventive necessarie per evitare la diffusione del virus.
  6. Sostenere la Risposta Sanitaria: I tamponi forniscono dati essenziali alle autorità sanitarie, consentendo loro di valutare l’andamento dell’epidemia, allocare risorse in modo efficiente e adottare misure preventive mirate.

L’uso strategico dei tamponi, insieme ad altre misure preventive come la vaccinazione, l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale, è essenziale per contenere la diffusione del virus e prevenire l’insorgenza di nuove varianti più contagiose o evasive dalla risposta immunitaria.

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