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Cos’è il Long-Covid e come lo si può curare?

Long-COVID

Long-COVID: tosse persistente, difficoltà respiratorie, stanchezza e debolezza muscolare sono alcuni dei sintomi più comuni che, anche a guarigione avvenuta, fanno parlare di Long-COVID.

I ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità hanno scoperto che la spossatezza post-Covid è associata a un’alterazione nel metabolismo dell’arginina, un amminoacido prodotto naturalmente dall’organismo. Ripristinarne i livelli di questo amminoacido potrebbe rappresentare una nuova strategia efficace.

Secondo gli studi, dopo aver contratto il Coronavirus, una persona su tre soffre di Long-COVID, ossia la sindrome clinica che vede la persistenza o l’insorgenza di segni e sintomi legati al virus protagonista della pandemia.

I sintomi del Long-COVID possono essere nuoviricorrenti o persistenti. Se per alcune persone potrebbe sembrare un prolungarsi del quadro sintomatologico sperimentato nel COVID-19, per altre può invece comportare nuovi disturbi, come dolore al petto o problemi di memoria.

Quali sono i sintomi del Long-Covid?

Il COVID-19, causato dal virus SARS-CoV-2, ha segnato il mondo con la sua impetuosa forza, lasciando un impatto duraturo e inaspettato sulla salute di milioni di individui. Mentre molti guariscono dalla malattia entro un periodo relativamente breve, alcuni sperimentano sintomi persistenti che sfuggono al tradizionale corso della convalescenza. Questa condizione, nota come Long-COVID o COVID persistente, presenta una vasta gamma di sintomi che continuano a manifestarsi settimane o addirittura mesi dopo il recupero iniziale. Esaminiamo alcuni dei sintomi chiave che caratterizzano questa complessa condizione.

1. Affaticamento Estremo: Uno dei sintomi più comuni del Long-COVID è un persistente e debilitante affaticamento che va oltre la normale stanchezza post-malattia. Le persone colpite possono sperimentare una stanchezza estrema anche con sforzi minimi, influenzando significativamente la qualità della vita e la capacità di svolgere le normali attività quotidiane.

2. Dispnea e Problemi Respiratori: Molti pazienti con Long-COVID segnalano difficoltà respiratorie persistenti, anche se la fase acuta della malattia è passata. La dispnea, o difficoltà a respirare, può variare in intensità e può essere aggravata dall’attività fisica o da altri fattori scatenanti.

3. Dolore Persistente: Il Long-COVID può manifestarsi con vari tipi di dolore persistente, tra cui mal di testa, dolori muscolari e articolari. Alcuni individui segnalano dolori toracici, dolori addominali o dolore neuropatico che persiste dopo la fase acuta della malattia.

4. Problemi Neurologici: Sintomi neurologici come confusione mentale, difficoltà di concentrazione (foggy brain), e vertigini possono persistere nel tempo. Alcuni pazienti riferiscono anche perdita di memoria a breve termine o difficoltà di apprendimento.

5. Problemi Gastrointestinali: Disturbi gastrointestinali come nausea, diarrea e dolore addominale possono persistere nel periodo post-COVID, causando disagio e compromettendo la salute digestiva.

6. Alterazioni del Sonno: Molte persone affette dal Long-COVID segnalano disturbi del sonno, compresi problemi di insonnia o sonnolenza eccessiva diurna. Questi disturbi possono contribuire all’affaticamento cronico e alla ridotta qualità della vita.

7. Alterazioni dell’Umore e dell’Equilibrio Emotivo: L’aspetto psicologico del Long-COVID può manifestarsi con sintomi come ansia, depressione, irritabilità e cambiamenti dell’umore. La gestione delle sfide emotive può diventare un aspetto importante del recupero.

8. Perdita dell’Odore e del Gusto Persistente: Alcuni individui che hanno contratto il COVID-19 sperimentano la persistente perdita dell’olfatto e del gusto, anche dopo che altri sintomi si sono attenuati.

È importante notare che la presentazione e la gravità dei sintomi del Long-COVID possono variare considerevolmente da persona a persona. La comprensione di questa condizione è ancora in evoluzione, e la ricerca continua a cercare di gettare luce su questa complessa realtà post-malattia. Per coloro che affrontano sintomi persistenti, la consulenza medica e un approccio multidisciplinare possono essere essenziali per gestire e affrontare le sfide del Long-COVID.

Cosa ne pensano gli esperti?

Secondo la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica Campus di Roma – il meccanismo d’azione che porta allo stato di fatigue, o spossatezza invalidante, sarebbe innescato da un deficit dell’arginina, un amminoacido che stimola la sintesi dell’ossido nitrico, cruciale per potenziare il sistema immunitario e proteggere l’endotelio.

Al momento, in assenza di approcci terapeutici disponibili su larga scala contro il Long-COVID, secondo i ricercatori ripristinare i livelli di arginina potrebbe rappresentare una nuova strategia integrativa efficace contro la stanchezza cronica.

Gli scienziati ritengono, inoltre, che la nuova emergenza all’indomani della pandemia sia proprio il Long-COVID poichè colpisce una persona su tre, anche tra i giovani. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarebbero 65 milioni nel mondo e 17 milioni in Europa le persone alle prese con la coda di infezione da coronavirus.

Come prevenire?

Prevenire la diffusione del Long-COVID richiede una combinazione di strategie di prevenzione della trasmissione del virus SARS-CoV-2 e di gestione della malattia stessa. Ecco alcune misure chiave che possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare il Long-COVID:

1. Vaccinazione: La vaccinazione contro il COVID-19 è uno strumento fondamentale per prevenire la diffusione del virus e ridurre il rischio di sviluppare il Long-COVID. I vaccini sono efficaci nel prevenire forme gravi della malattia e contribuiscono a ridurre la probabilità di sintomi prolungati.

2. Prevenzione della Trasmissione:

  • Indossare le Mascherine: L’uso di mascherine adeguate può ridurre significativamente la trasmissione del virus attraverso le goccioline respiratorie.
  • Distanziamento Sociale: Mantenere la distanza sociale contribuisce a ridurre il contatto diretto con persone potenzialmente infette.
  • Igiene delle Mani: Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone o utilizzare disinfettanti a base di alcol può prevenire la trasmissione attraverso il contatto con superfici contaminate.

3. Identificazione Precoce e Isolamento:

  • Test e Tracciamento: Sottoporsi a test per il COVID-19 in caso di sintomi o esposizione e partecipare ai programmi di tracciamento possono contribuire a identificare rapidamente i casi e prevenire la diffusione del virus.

4. Gestione Adeguata dei Casi Acuti:

  • Assistenza Medica Tempestiva: Ricevere cure mediche appropriate durante la fase acuta della malattia può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare complicanze a lungo termine.

5. Monitoraggio e Assistenza per i Sintomi Persistenti:

  • Attenzione ai Sintomi Post-COVID: Prestare attenzione a sintomi che persistono dopo la fase acuta del COVID-19 e cercare assistenza medica se necessario.
  • Gestione Multidisciplinare: Il coinvolgimento di professionisti della salute, come medici, fisioterapisti, psicologi e altri specialisti, può essere essenziale per affrontare i sintomi prolungati del Long-COVID.

6. Promozione della Salute Mentale:

  • Supporto Psicologico: La gestione del Long-COVID può essere un processo stressante. Il supporto psicologico può aiutare a affrontare gli aspetti emotivi della malattia.

7. Adozione di uno Stile di Vita Salutare:

  • Alimentazione Equilibrata e Attività Fisica: Mantenere uno stile di vita sano con una dieta equilibrata e regolare attività fisica può contribuire al benessere generale e alla resistenza del sistema immunitario.

Prevenire la diffusione del Long-COVID richiede uno sforzo collettivo, che va dalla prevenzione della trasmissione del virus alla gestione attenta dei casi acuti e alla corretta assistenza per chi sperimenta sintomi prolungati. La collaborazione tra individui, comunità e professionisti della salute è essenziale per affrontare questa sfida in modo efficace.

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