Pastore tedesco bianco: razza riconosciuta o falso mito?

pastore tedesco bianco
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In breve:
Il pastore tedesco bianco è una razza riconosciuta ufficialmente?
Secondo gli standard della FCI, il colore bianco non è ammesso per il pastore tedesco tradizionale. Tuttavia, i cani con questo mantello candido hanno dato origine a una razza a sé stante, riconosciuta ufficialmente come Pastore Svizzero Bianco. Il pastore tedesco bianco originale, quindi, possiede la stessa genetica ma non rientra nello standard espositivo classico.
Esiste la variante di pastore tedesco bianco e nero?
Molte persone cercano un pastore tedesco bianco e nero, ma in realtà questa combinazione a macchie non esiste nello standard puro della razza. I pastori tedeschi possono essere nero focati, grigi o neri solidi, mentre il mantello bianco è dovuto a un gene recessivo. Se vedi un cane a macchie bianche e nere, è molto probabile che si tratti di un incrocio.
Il colore bianco del pastore tedesco porta a problemi di sordità?
È un falso mito comune credere che il mantello bianco del pastore tedesco sia legato alla sordità o all'albinismo. Il colore candido è semplicemente il risultato di un gene recessivo e non comporta difetti genetici all'udito o alla vista, a patto che il cane provenga da linee di sangue sane e controllate.
Come scegliere un allevamento di pastore tedesco bianco affidabile?
Per trovare un cucciolo sano ed equilibrato, è fondamentale rivolgersi a un allevamento di pastore tedesco bianco (o Pastore Svizzero) certificato e professionale. Un allevatore serio ti fornirà sempre il pedigree, i test genetici dei genitori per escludere patologie come la displasia e il libretto sanitario in regola con le prime vaccinazioni.
È difficile mantenere pulito il pelo di un pastore tedesco dal manto chiaro?
Nonostante il colore, la gestione del pelo non è complessa. Il pastore tedesco bianco ha un mantello che richiede spazzolate regolari, specialmente durante i periodi di muta, per rimuovere il sottopelo morto. È inoltre importante curare l'alimentazione per evitare la comparsa di antiestetiche macchie rossastre sul pelo, spesso causate da intolleranze o da una dieta non bilanciata.
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Origini e genetica del pastore tedesco bianco

Quando si pensa a questa magnifica razza canina, l’immaginario collettivo richiama immediatamente il classico mantello nero focato. Tuttavia, la storia ci insegna che il pastore tedesco possiede un patrimonio genetico molto più vasto e affascinante di quanto si possa credere. Fin dagli albori della selezione della razza, il colore candido era presente e persino apprezzato dai primi allevatori. Il fondatore stesso della razza, il capitano Max von Stephanitz, non dava eccessiva importanza al colore del mantello, concentrandosi primariamente sulle doti lavorative, sulla robustezza e sull’intelligenza del cane. Uno dei primissimi cani registrati e considerati i capostipiti della razza, un esemplare di nome Greif, era infatti completamente candido. Questo dimostra che il pastore tedesco bianco non è un’invenzione moderna o una moda recente, ma una variante cromatica che accompagna questi cani fin dalla loro origine.

Nel corso dei decenni, le preferenze estetiche e le decisioni dei club di razza hanno modificato la percezione di questo colore. Negli anni ’30, in Germania, si iniziò a credere erroneamente che il mantello chiaro fosse collegato a problemi di salute o a una presunta debolezza genetica. Questa convinzione, del tutto priva di fondamento scientifico, portò all’esclusione degli esemplari chiari dai programmi di riproduzione ufficiali. Nonostante questa censura in patria, il gene ha continuato a viaggiare in incognito attraverso le generazioni, riemergendo periodicamente nelle cucciolate di tutto il mondo.

Il gene recessivo e la comparsa del mantello candido

Per comprendere come nasca un pastore tedesco bianco, è necessario fare un piccolo passo nel mondo della genetica canina. Il colore candido in questa razza non è assolutamente legato all’albinismo. I cani albini mancano totalmente di pigmentazione, presentando occhi rossi o azzurrissimi, tartufo rosa e pelle estremamente delicata. Al contrario, il bianco del pastore tedesco è determinato da un gene recessivo specifico, noto come gene “e” (masking gene).

Questo gene agisce come un interruttore che “spegne” la capacità del pelo di produrre pigmento scuro, lasciando il mantello del suo colore naturale, ovvero il bianco o il crema molto chiaro. Tuttavia, la pigmentazione della pelle, del tartufo, delle labbra, dei cuscinetti plantari e degli occhi rimane intatta e scura. Affinché nasca un cucciolo candido, è indispensabile che entrambi i genitori siano portatori di questo gene recessivo. Se due cani nero focati, ma portatori sani del gene “e”, si accoppiano, avranno una probabilità del 25% di dare alla luce cuccioli completamente bianchi. Questo spiega perché, ancora oggi, in cucciolate di linee di sangue tradizionali, possa improvvisamente comparire un cucciolo dal mantello di neve, sorprendendo gli allevatori meno esperti.

Differenze storiche con il pastore svizzero

La storia del pastore tedesco bianco si intreccia indissolubilmente con quella del Pastore Bianco Svizzero. Quando la Germania decise di bandire il colore chiaro dallo standard ufficiale, molti esemplari furono esportati in Nord America, dove allevatori appassionati continuarono a selezionarli e ad apprezzarli per la loro bellezza e per le loro straordinarie doti caratteriali. Negli Stati Uniti e in Canada, questi cani prosperarono e vennero fondati club dedicati esclusivamente alla loro tutela.

Negli anni ’70, alcuni di questi esemplari americani e canadesi vennero importati in Svizzera. Tra questi, spiccava un cane di nome Lobo, nato nel 1966, che viene oggi considerato il capostipite della razza svizzera in Europa. Gli allevatori elvetici iniziarono un rigoroso programma di selezione, ottenendo cani morfologicamente omogenei. Nel 2002, la Federazione Cinologica Internazionale (FCI) ha riconosciuto ufficialmente questi cani come una razza a sé stante, denominata appunto Pastore Bianco Svizzero. Pertanto, sebbene condividano gli stessi identici antenati e un patrimonio genetico quasi sovrapponibile, oggi dal punto di vista burocratico e cinofilo parliamo di due entità separate.

Standard di razza e riconoscimenti ufficiali

Il mondo della cinofilia ufficiale è governato da regole rigide e standard morfologici che dettano le caratteristiche ideali di ogni razza. Per chi si avvicina a questi cani, è fondamentale comprendere la differenza tra un cane di pura razza e un cane ammesso alle esposizioni o alla riproduzione ufficiale secondo i dettami dei club principali.

Il pastore tedesco bianco è riconosciuto dalla FCI?

La risposta diretta a questa domanda è no. Attualmente, lo standard ufficiale del pastore tedesco redatto dalla FCI (Federazione Cinologica Internazionale) e dal club di razza tedesco (SV) considera il colore bianco come un difetto da squalifica. Questo significa che se in una cucciolata di pastori tedeschi con regolare pedigree nasce un cucciolo bianco, questo cane è a tutti gli effetti un pastore tedesco puro al 100%, ma non potrà partecipare alle esposizioni di bellezza ufficiali e non dovrebbe essere utilizzato per la riproduzione all’interno del circuito FCI.

Tuttavia, questo non influisce minimamente sulle doti del cane. Il colore del mantello non altera in alcun modo il carattere del pastore tedesco, che rimane quello di un cane da lavoro eccezionale, leale, coraggioso, addestrabile e profondamente legato alla propria famiglia. Molti appassionati preferiscono proprio questa variante cromatica per il suo aspetto lupoide e maestoso, disinteressandosi totalmente delle competizioni di bellezza. In altri paesi, come negli Stati Uniti, l’American Kennel Club (AKC) registra questi cani come pastori tedeschi, pur penalizzandoli nei ring da esposizione, permettendo loro però di competere in tutte le discipline sportive e di obbedienza.

Falsi miti sul bianco del pastore tedesco

Attorno a questa variante cromatica circolano ancora oggi numerose leggende metropolitane che necessitano di essere sfatate con chiarezza. Il primo e più diffuso falso mito è quello dell’albinismo, che abbiamo già smentito analizzando la genetica. Un vero bianco pastore tedesco ha occhi scuri, espressivi e a mandorla, un tartufo nero corvino e labbra ben pigmentate.

Un’altra credenza errata è che questi cani siano meno intelligenti, meno reattivi o inadatti al lavoro rispetto ai loro cugini scuri. La realtà è che l’attitudine al lavoro, l’istinto di guardia e la docilità dipendono dalle linee di sangue e dalla selezione caratteriale operata dall’allevatore, non dal colore del pelo. Storicamente, essendo stati esclusi dai ring di bellezza, molti di questi cani sono stati selezionati da appassionati che badavano più all’equilibrio mentale e alla salute che all’estetica esasperata, risultando spesso in cani estremamente equilibrati, ottimi per la pet therapy, la ricerca e il soccorso, e la vita in famiglia.

Caratteristiche fisiche e varianti di colore

Osservando attentamente un esemplare chiaro, si possono notare alcune differenze morfologiche che si sono accentuate nel corso dei decenni, soprattutto se lo confrontiamo con i cani da esposizione moderni. La selezione parallela ha portato a leggere divergenze strutturali che molti cinofili apprezzano particolarmente.

Struttura corporea e differenze con la linea da lavoro

Il pastore tedesco moderno, specialmente quello selezionato per le esposizioni di bellezza (linea show), presenta spesso una linea dorsale molto inclinata e angolazioni posteriori estremamente pronunciate. Al contrario, i cani dal mantello candido tendono a conservare una struttura fisica più antica e funzionale. La schiena è generalmente più dritta e solida, le angolazioni sono moderate e l’aspetto generale ricorda molto da vicino i cani da utilità degli anni ’50 e ’60. Questa conformazione meno esasperata si traduce spesso in un movimento più naturale e in una minore predisposizione a problemi articolari legati alla postura.

Per quanto riguarda il mantello, possiamo trovare diverse lunghezze. Il pastore tedesco a pelo lungo è una variante molto ricercata anche nella colorazione chiara. Questi esemplari presentano un sottopelo folto e un pelo di copertura più lungo e morbido, che forma evidenti frange sulle orecchie, sul retro delle zampe e sulla coda, conferendo al cane un aspetto ancora più imponente e spettacolare, simile a quello di un grande lupo artico.

Caratteristica Pastore Tedesco Classico (Show) Pastore Tedesco Bianco / Svizzero
Linea Dorsale Spesso inclinata verso il posteriore Generalmente dritta e solida
Angolazioni Posteriori Molto pronunciate Moderate e funzionali
Pigmentazione Tartufo Nero Nero (ammesso leggero scolorimento invernale)
Attitudine Guardia, difesa, sport Compagnia, utilità, pet therapy

Esiste davvero il pastore tedesco bianco e nero?

Una delle ricerche più frequenti tra gli appassionati riguarda il cosiddetto pastore tedesco bianco e nero. È importante fare chiarezza su questo punto: geneticamente, un pastore tedesco puro non può presentare una pezzatura bianca e nera simile a quella di un Border Collie o di un Dalmata. Lo standard e la genetica della razza non prevedono il gene della pezzatura estrema.

Quando si vedono foto di cani che sembrano pastori tedeschi con macchie bianche e nere, ci si trova di fronte a due possibili scenari. Il primo, e più comune, è che si tratti di un incrocio (meticcio) tra un pastore tedesco e un’altra razza portatrice del gene della pezzatura. Il secondo scenario riguarda una rarissima mutazione genetica spontanea conosciuta come “Panda Shepherd”. Questa mutazione, apparsa in una singola linea di sangue negli Stati Uniti nei primi anni 2000, causa una colorazione pezzata in cani che il test del DNA conferma essere pastori tedeschi puri. Tuttavia, si tratta di un’eccezione assoluta, non riconosciuta ufficialmente, e non costituisce una variante di colore standard o facilmente reperibile. Il classico mantello bicolore della razza è nero con focature che vanno dal rosso al grigio chiaro, ma mai con macchie bianche estese sul corpo.

Salute, aspettative di vita e patologie comuni

La salute è un aspetto cruciale per chiunque decida di accogliere un cane di grossa taglia. L’aspettativa di vita di questi cani si aggira in media tra i 10 e i 12 anni, un traguardo che può essere raggiunto e superato garantendo all’animale uno stile di vita sano, un’alimentazione di altissima qualità e cure veterinarie costanti.

Sordità e problemi genetici legati al colore chiaro

Come accennato in precedenza, è vitale separare i fatti dalle dicerie. In molte razze canine, come il Bull Terrier, il Dogo Argentino o il Dalmata, il colore bianco del mantello è legato al gene “piebald” o “merle”, che può effettivamente causare sordità congenita o problemi alla vista a causa della mancanza di pigmento nelle cellule ciliate dell’orecchio interno.

Nel nostro caso, la situazione è completamente diversa. Il gene “e” recessivo che dona il mantello candido non ha alcuna correlazione clinica o genetica con la sordità, la cecità o altre patologie neurologiche. I cani nascono con un udito perfetto e una vista acuta quanto quella dei loro simili dal mantello scuro. Non vi è alcuna debolezza immunitaria intrinseca legata a questa specifica mutazione cromatica. La pelle, essendo ben pigmentata sotto il pelo, non è particolarmente soggetta a scottature solari o a dermatiti più di quanto non lo sia quella di un cane nero focato.

Prevenzione della displasia e controlli veterinari

Le vere sfide sanitarie per questa variante sono esattamente le stesse che affliggono l’intera razza. La displasia dell’anca e del gomito rappresentano le patologie ortopediche più temute. Si tratta di malformazioni delle articolazioni che hanno una forte componente ereditaria, aggravata da fattori ambientali come l’alimentazione eccessiva durante la crescita o l’esercizio fisico inadeguato nei primi mesi di vita.

Quando si valutano i cuccioli di pastore tedesco, la salute dei genitori è il primo fattore da considerare. Un allevatore responsabile sottopone i propri riproduttori a lastre radiografiche ufficiali per certificare l’assenza di displasia prima di farli accoppiare. Oltre ai problemi articolari, è importante monitorare la mielopatia degenerativa, una grave malattia neurologica che colpisce il midollo spinale nei cani anziani. Oggi esiste un test del DNA molto affidabile per individuare i portatori sani di questa patologia, permettendo agli allevatori di evitare accoppiamenti a rischio. Controlli veterinari annuali, ecocardio per prevenire patologie cardiache e una gestione attenta del peso sono i pilastri per garantire una vita lunga e serena al proprio compagno a quattro zampe.

Gestione del pelo e cura quotidiana del cane

Avere un cane dal mantello così candido e folto richiede un impegno costante nella toelettatura. Non si tratta solo di una questione estetica, ma di salute dermatologica. Il mantello è composto da due strati: un pelo di copertura ruvido e impermeabile, e un sottopelo denso e lanoso che funge da isolante termico, proteggendo l’animale sia dal freddo gelido che dal caldo estivo.

Come mantenere pulito il mantello durante la muta

La muta avviene due volte all’anno, in primavera e in autunno, e in questi periodi la perdita di pelo è massiccia. Per gestire la situazione, è necessario spazzolare il cane quotidianamente. Gli strumenti indispensabili includono un rastrello a denti rotanti per penetrare in profondità e rimuovere il sottopelo morto senza strappare il pelo sano, e un cardatore per lisciare e pulire la superficie.

Nonostante il colore, il pelo di questi cani ha una straordinaria capacità autopulente. Fango e terra, una volta asciutti, tendono a cadere da soli con una vigorosa spazzolata. I bagni frequenti sono sconsigliati, poiché l’uso eccessivo di shampoo rimuove gli oli naturali della pelle, causando secchezza, prurito e indebolendo l’impermeabilità del mantello. Un bagno ogni tre o quattro mesi è solitamente sufficiente, utilizzando prodotti specifici e delicati. Se il bianco tende a ingiallire a causa dello smog o della terra rossa, si possono utilizzare shampoo sbiancanti a base di enzimi naturali o camomilla, evitando assolutamente prodotti chimici aggressivi o candeggianti che rovinerebbero la struttura del pelo.

Alimentazione corretta per evitare macchie rossastre

Un problema estetico molto comune nei cani a pelo chiaro è la comparsa di macchie rossastre o marroncine attorno agli occhi (causate dalla lacrimazione), attorno alla bocca o tra i cuscinetti delle zampe. Queste discromie sono causate dalle porfirine, molecole contenenti ferro che vengono espulse attraverso le lacrime, la saliva e il sudore. Quando queste sostanze entrano in contatto con l’aria e la luce, si ossidano, macchiando il pelo.

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel controllare questo fenomeno. Diete di bassa qualità, ricche di cereali scadenti, coloranti artificiali o conservanti chimici, possono alterare il pH delle secrezioni corporee, aumentando la produzione di porfirine. Passare a un’alimentazione di alta qualità, preferibilmente grain-free o con cereali nobili e ipoallergenici (come riso o avena), e basata su fonti proteiche pulite (come pesce, agnello o cavallo), può ridurre drasticamente il problema. Inoltre, fornire acqua filtrata o in bottiglia al posto dell’acqua del rubinetto (spesso ricca di minerali pesanti) aiuta a mantenere il muso pulito. Mantenere la zona oculare asciutta asciugandola quotidianamente con una garza sterile è un’ottima abitudine preventiva.

Scegliere un allevamento di pastore tedesco bianco sicuro

L’adozione di un cucciolo è un momento di grande gioia, ma richiede un’attenta valutazione per non alimentare il mercato nero o incappare in venditori senza scrupoli. Trovare un allevamento pastore tedesco bianco che operi con etica e professionalità è il primo passo per garantirsi un compagno di vita sano ed equilibrato.

Come riconoscere un professionista serio ed evitare truffe

Un allevatore serio non alleva per puro lucro, ma per la passione e il miglioramento della razza. Il primo segnale di professionalità è la trasparenza. Un buon allevatore vi inviterà a visitare la struttura, vi presenterà la madre dei cuccioli (che deve apparire serena, in salute e socievole) e vi mostrerà l’ambiente in cui i piccoli stanno crescendo, che deve essere pulito e ricco di stimoli. Diffidate sempre da chi vi propone di consegnare il cucciolo in un casello autostradale, in un parcheggio o da chi non vi permette di vedere dove sono nati i cani.

Informarsi su quanto costa un pastore tedesco aiuta a capire se il prezzo richiesto è in linea con il mercato o se nasconde una truffa. Prezzi eccessivamente bassi sono un campanello d’allarme inequivocabile: allevare con etica, pagando le monte, le ecografie, i test genetici, il cibo di alta qualità e le cure veterinarie ha costi elevatissimi. Un cucciolo venduto a poche centinaia di euro proviene quasi certamente da traffici illeciti, da importazioni illegali dall’Est Europa o da “cagnari” che sfruttano le fattrici fino allo sfinimento senza alcun controllo sanitario.

Valutazione del cucciolo e documenti necessari al momento dell’acquisto

Quando arriva il momento di scegliere il cucciolo, osservate attentamente la cucciolata. I piccoli devono essere vivaci, curiosi, con occhi puliti, pelo lucido e senza segni di diarrea o apatia. Un allevatore competente saprà guidarvi nella scelta del soggetto più adatto al vostro stile di vita, valutando il temperamento di ogni singolo cucciolo attraverso test caratteriali specifici.

Al momento della cessione, che per legge in Italia non può avvenire prima dei 60 giorni di vita del cucciolo, l’allevatore deve fornirvi una documentazione completa e in regola. Il cucciolo deve essere obbligatoriamente provvisto di microchip identificativo registrato all’anagrafe canina regionale a nome dell’allevatore (che poi effettuerà il passaggio di proprietà a vostro nome). Vi deve essere consegnato il libretto sanitario timbrato e firmato da un medico veterinario, attestante le prime vaccinazioni effettuate e i trattamenti sverminanti completati.

Per quanto riguarda il pedigree, la situazione richiede attenzione. Se l’allevamento seleziona Pastori Bianchi Svizzeri, riceverete un regolare pedigree ENCI/FCI. Se invece state acquistando un cucciolo bianco nato da genitori pastori tedeschi tradizionali, l’allevatore dovrà comunque denunciare la cucciolata all’ENCI. Il cucciolo riceverà il suo pedigree, ma su di esso potrebbe essere apposta la dicitura “non ammesso alla riproduzione” a causa del colore non conforme allo standard FCI. Questo documento rimane comunque l’unica garanzia assoluta della purezza del cane e della tracciabilità della sua genealogia e delle esenzioni sanitarie dei suoi antenati. Richiedete sempre di visionare i certificati ufficiali di esenzione dalla displasia di entrambi i genitori prima di firmare qualsiasi contratto di acquisto.

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Buona lettura!

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