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Vaiolo delle scimmie: tutto quello che c’è da sapere

Vaiolo delle scimmie:

Il “Vaiolo delle Scimmie” rappresenta una preoccupante malattia emergente che ha catturato l’attenzione della comunità scientifica e del pubblico. In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutto ciò che è necessario sapere su questa patologia, dal suo manifestarsi alle fonti scientifiche che ne stanno studiando la diffusione e l’impatto.

Vaiolo delle scimmie

Introduzione al Vaiolo delle Scimmie

Il Vaiolo delle Scimmie, conosciuto anche come “Monkeypox” in inglese, è una malattia virale che colpisce principalmente i primati, comprese scimmie e roditori. La sua scoperta risale agli anni ’50, ma negli ultimi tempi ha suscitato crescente interesse a causa di casi umani segnalati in diverse regioni del mondo.

Come si Trasmette?

Il virus responsabile del Vaiolo delle Scimmie si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto con il sangue, i fluidi corporei o le secrezioni di animali infetti. Negli esseri umani, la trasmissione avviene spesso tramite il contatto con animali infetti, il consumo di carne cruda o poco cotta proveniente da animali malati o attraverso il contatto con le secrezioni di individui infetti.

Casi Umani e Diffusione Globale

Sebbene il Vaiolo delle Scimmie sia stato inizialmente identificato in Africa centrale, si sono verificati casi umani anche in altre regioni del mondo, alimentando preoccupazioni riguardo alla sua possibile diffusione globale. Dati recenti mostrano un aumento dei casi umani, con focolai segnalati in paesi come Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e persino in alcune aree dell’Asia.

Dati Scientifici e Studi di Ricerca

Per comprendere appieno il Vaiolo delle Scimmie, è essenziale fare riferimento a dati scientifici e studi di ricerca condotti da esperti nel campo della virologia e della medicina. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” ha analizzato il genoma del virus del Monkeypox, identificando alcune caratteristiche chiave che potrebbero influire sulla sua trasmissibilità e patogenicità.

Secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) degli Stati Uniti, i sintomi del Vaiolo delle Scimmie negli esseri umani possono variare da febbre, mal di testa e debolezza a pustole cutanee simili a quelle del vaiolo. Tuttavia, la maggior parte dei casi umani si risolve spontaneamente, senza conseguenze gravi.

Fonti di Preoccupazione: Trasmissione Interumana e Varianti Virali

Una delle principali fonti di preoccupazione riguardo al Vaiolo delle Scimmie è la sua potenziale capacità di trasmettersi da persona a persona. Sebbene la trasmissione interumana sia considerata rara, ci sono casi documentati di diffusione all’interno di comunità. Questo solleva interrogativi sulla necessità di implementare misure di controllo più strette per prevenire la diffusione del virus tra gli esseri umani.

Inoltre, la possibilità di varianti virali del Vaiolo delle Scimmie aggiunge un ulteriore livello di complessità alla situazione. Ricerche in corso stanno cercando di identificare eventuali mutazioni che potrebbero influenzare la trasmissibilità, la gravità della malattia e la risposta immunitaria.

Misure di Prevenzione e Controllo

Nel tentativo di contenere la diffusione del Vaiolo delle Scimmie, le autorità sanitarie stanno adottando diverse misure di prevenzione e controllo. Alcuni dei punti chiave includono:

  1. Vaccinazione: Sviluppare un vaccino efficace contro il Vaiolo delle Scimmie è una priorità. Alcuni studi preliminari stanno esplorando l’efficacia di vaccini già sviluppati per malattie simili.

  2. Monitoraggio degli Animali: Implementare programmi di monitoraggio e sorveglianza per identificare precocemente la presenza del virus negli animali può contribuire a prevenire la trasmissione agli esseri umani.

  3. Educazione Pubblica: Informare la comunità su come prevenire la trasmissione del Vaiolo delle Scimmie attraverso pratiche igieniche e il corretto trattamento degli animali è essenziale per ridurre il rischio di infezione umana. Utilizzo di mascherine in caso di contagio.

  4. Controllo del Movimento degli Animali: Limitare il commercio e il movimento di animali selvatici può contribuire a ridurre le opportunità di trasmissione del virus.

Come Affrontare il Vaiolo delle Scimmie?

Il Vaiolo delle Scimmie rappresenta una sfida emergente che richiede un approccio scientifico, cooperativo e globale. Con una comprensione approfondita basata sui dati scientifici disponibili, unita a misure di prevenzione e controllo tempestive, possiamo affrontare questa malattia e ridurre il suo impatto sulla salute pubblica.

La continua ricerca scientifica, la collaborazione internazionale e la consapevolezza pubblica sono fondamentali per mitigare i rischi associati al Vaiolo delle Scimmie e proteggere la salute di individui e comunità in tutto il mondo.

I casi di vaiolo delle scimmie continuano ad aumentare e questo sta allarmando non poco la popolazione. Cosa c’è da sapere? Si tratta di una patologia infettiva causata da un Orthopoxvirus, un virus molto simile a quello che causa il vaiolo e il vaiolo bovino. Per la prima volta fu osservato nel 1958 con il verificarsi di due focolai all’interno di un laboratorio danese su delle Macaco cinomologo. Anche i roditori però possono trasmetterlo all’uomo, non è infatti chiaro quale sia l’animale da cui la malattia è originata.

Nonostante i casi stiano aumentando, sembra che questa malattia sia alquanto rara e che difficilmente può dar sfogo a vere e proprie pandemie. Inoltre, il rischio di mortalità è davvero bassissimo. I suoi sintomi sono molto simili a quelli del vaiolo, ma in forma decisamente più leggera. In passato più volte si sono commessi errori, è stato infatti scambiato in alcuni casi per varicella, herpes ed altre patologie.

Quali sono i sintomi?

  • Febbre
  • Brividi
  • Dolori muscolari
  • Mal di testa
  • Dolori alla schiena
  • Spossatezza
  • Linfonodi ingrossati
  • Eruzioni cutanee tipiche del Vaiolo umano

Vaiolo delle scimmie

Qual è la situazione attuale?

Il vaiolo delle scimmie non si trasmette con facilità, avviene infatti tramite grosse goccioline di droplet, cioè goccioline respiratorie che si emettono tossendo, starnutendo e parlando. Il contagio può avvenire anche a causa di prolungati e ravvicinati contatti, attraverso contaminazione tramite i fluidi corporei, vestiti e lenzuola contaminati. Si può trasmettere anche durante la gravidanza, la mamma contagia il feto tramite la placenta. Tracce del Monkeypox virus sono state trovate nel liquido seminale nello studio che è stato condotto all’ospedale Spallanzani di Roma, la malattia quindi si può trasmettere anche sessualmente.

Ad oggi non esistono specifici trattamenti, il farmaco ‘tecovirimat’ risponde però con grande efficacia alle infezioni causate dagli Orthopoxvirus. Inoltre, il vaccino risulta essere molto efficace per prevenire la malattia. Diversi sono i vaccini che possono prevenire il Vaiolo delle scimmie, alcuni però non sono più disponibili al pubblico. L’ultimo che è stato approvato risale al 2019, si tratta dell’ImvamuneImvanex o Jynneos. 

L’OMS fa sapere che già dallo scorso gennaio sono stati registrati casi di Vaiolo delle Scimmie. In Italia si sta dedicando maggiore attenzione alla malattia da qualche settimana, da quando è stato registrato un aumento dei casi. Il primo caso risale al 17 maggio, quando un uomo è finito in ospedale a Roma dopo aver contratto la malattia alle Isole Canarie. Fino a qualche giorno fa i casi in Italia erano saliti a 71, al momento però sembra che la situazione non desti troppa preoccupazione.

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